Domande dalla Piazza

Ottobre 24, 2009 di parkvittoria

Domande da Piazza della Vittoria di Treviso.

A chi indirizzarle? A molti! Via posta certificata.

Sperando di attirare l’attenzione di chi per attività produce finanziamenti o assicura rischi, perché un’amministrazione male gestita, privata o pubblica, o messe insieme, non dovrebbe meritare nulla, anzi!
Quale Istituto di credito o Compagnia assicurativa, finanzierà e assicurerà la realizzazione di questo parcheggio interrato in Piazza della Vittoria a Treviso? Con ricorso a un project financing, con quali prospettive di rientro per l’operazione di finanziamento a lungo termine, se saranno considerati i rischi ambientali propri del luogo? Finanzieranno e assicureranno un cassone di cemento armato di grandi dimensioni da realizzare e ancorare sopra una falda acquifera e tra i fabbricati esistenti sui quattro lati?

Far di conto: e perché, secondo le certezze di Gentilini, il Park Vittoria dovrebbe risultare un interrato di esito diverso da quello dell’ex frigorifero? E quandanche il terzo piano interrato risultasse asciutto e quindi praticabile, verrà occupato dai 40 posti da concedere in concessione per 90 anni, o questi saranno riservati al primo piano interrato, riducendo in ogni caso di 40 i posti auto usufruibili dal pubblico?

Treviso può ritornare ad attrarre persone acquirenti grazie alla metropolitana di superficie e comunque grazie ad un’offerta di città pedonalizzata e valorizzata proprio dal rivivere a misura d’uomo, soddisfando il ritrovare merci e servizi, il ristoro sano ed economico, magari tradizionale, senza traffico privato, Ombralonga, chiassi di manifestazioni d’ogni genere, soste serali e notturne per avvinazzati e drogati, tutte forzature per questa realtà ricca di scorci, di silenzi, di gioia di vivere e godere e di paci notturne per riposare.

a chi?

Marzo 4, 2009 di parkvittoria

 A chi può interessare questo conto?

Questo conto non interessa di certo all’elettore trevigiano che continua a votare Lega Nord e Gentilini.

Non interessa l’attuale Sindaco Gobbo, né il suo vice, né l’assessore Fulvio Zugno che con Gentilini partecipò alla Giunta Comunale dell’ormai lontano 28 maggio 2003 quando, con il conforto della relazione dell’Ing. Marcellino di Forlì,  si deliberò l’approvazione del preliminare del Park Vittoria. Escludo che interessi al presidente dell’ACTT e al collegio sindacale che lo accompagna.

Questo conto allora interessa all’opposizione?

Forse interessa solo a me, per continuare a non capire quali interessi muova l’idea del Park Vittoria.

Eppure il conto è abbastanza semplice, seppure non preciso, perché riguarda un periodo a venire di almeno una trentina d’anni, ammesso che nel frattempo Piazza della Vittoria a Treviso, sia ancora una piazza.

Il Park Vittoria prevede di eliminare, rispetto alla situazione attuale, dai 130 ai 160 posti auto attualmente disponibili a raso per un minimo di 7 ad un massimo di 10 ore al giorno lavorativo. In un anno sono da un minimo di 280 a un massimo di 300 giorni e per una durata di contratto che va da un minimo di 30 e, se va bene, ad un massimo di 35 anni.

Posto inalterato €1,60 il canone di un’ora di parcheggio si arriva a determinare un importo che l’ACTT, e direi il Comune di Treviso, perdono per mancati incassi per un minimo di 12,3 milioni ad un massimo di 26,9 milioni di Euro.

Questi due importi suddivisi per 150 posti auto che si otterrebbero in più rispetto alla situazione attuale, rappresentano un’incidenza per posto auto da un minimo di 82 mila ad un massimo di 179 mila Euro.  Ammesso che il terzo piano interrato risultasse praticabile.

Ogni posto auto guadagnato in più al termine di un periodo di 30 o 35 anni verrà reso, allo stato di degrado che il tempo avrà comportato, per un costo di molto superiore di un garage.

TUTTO SENZA CONSIDERARE COME SARA’ ANDATA LA GESTIONE DELL’ATI CONCESSIONARIA.

E senza considerare come sarà andato nei prossimi trenta e più anni l’esigenza di usare un autoveicolo privato.

A chi interessa questo conto? Non certo a chi vota Lega Nord, a Gentilini, a Gobbo, a Zugno.

A Giuseppe Basso

Febbraio 23, 2009 di parkvittoria

Al sig. Giuseppe Basso
Assessore ai LL.PP. al Comune di Treviso

e p.c. al sig. Gian Paolo Gobbo – sindaco di Treviso
al sig. Renato Salvadori – Pres. Consiglio Comunale di Treviso
alle forze politiche di minoranza in Consiglio
a “la Tribuna di Treviso” – “Il Gazzettino” – “Il Corriere del Veneto” “Il Treviso”
OGGETTO: precisazioni alla vs. 11624 del giorno 11 febbraio scorso

Assessore Basso, ricevo solo ora la sua in oggetto, supponendo che essa sia sua. Infatti non si capisce se a scrivere sia lei, l’ing. Mirolo che la firma anch’egli, oppure il Comune stesso.

Noto, senza meravigliarmene date le tradizioni, che lei ha eluso l’argomento trattato nella mia precedente, in cui l’ho accusata di falso per avere lei affermato che la Soprintendenza avrebbe escluso la presenza di beni archeologici e che, pertanto, non ci sarebbero stati ostacoli ai lavori. Provai la mia accusa riportando il chiaro contenuto del referto dei carotaggi, contenuto inequivocabile che lei stravolge a suo piacimento:

“. . ., questo ufficio comunica fin d’ora che la realizzazione dell’opera presuppone una indagine esaustiva dei depositi archeologici e che solo uno scavo in estensione può consentire l’esatta valutazione dello sviluppo planimetrico delle strutture murarie di età alto medievale e moderna“. . . (omissis) “. . . (reperite) antiche testimonianze databili ai primi secoli del millennio A.C. riferibili a una frequentazione di tipo abitativo che consentono di inglobare la zona nel nucleo del noto centro veneto di Treviso.”

(Credo che il sindaco di qualunque città farebbe salti di gioia davanti a tali ritrovamenti, non trova sig. Gobbo?)

Non si tratta quindi, come lei sostiene nella sua in riferimento, di una mera “valutazione qualitativa dei ritrovamenti” e in nessuna parte del referto, come lei stesso ammette, né in alcuna parte della mia lettera e delle sue affermazioni in commissione LL.PP. si è mai parlato di “amovibilità” dei reperti o lo si lasci intendere fra le righe. È stato dunque da parte sua un’illazione inventata per sgattaiolare, more solito, dalla precisa responsabilità mossale della quale avrebbe dovuto rispondere.  Respingo al mittemte, inoltre, l’accusa di “speculare più o meno strumentalmente sul tema della rimozione dei reperti”. Risulta evidente infatti che tale tema è lei ad averlo usato strumentalmente come via di fuga, è dunque lei che strumentalizza. Se fossi, come lei, un politico strumentalizzerei per consuetudine, ma io non lo sono e quindi non strumentalizzo alcunché non avendone lo scopo. La invito perciò a venire allo scoperto ammettendo di avere propalato una notizia falsa e indicandone i motivi e, se ci sono, i madanti.

C’è amarezza a causa di questo comportamento, che del resto è consueto alla luce di quanto si è visto nell’ultima seduta di consiglio. Ci è di consolazione sapere che “sic transit gloria mundi”. Suppongo che lei sappia cosa vuol dire.

Giuseppe Lentini
Coordinatore del Comitato per la Difesa di Piazza Vittoria

Al Dott. Mauro

Febbraio 19, 2009 di parkvittoria

Al Dott. Giuseppe Mauro

quale capogruppo Partito della Libertà

in Consiglio Comunale a Treviso.

 

L’ho ascoltata anch’io ieri sera tra il pubblico presente al Consiglio Comunale e mi sono convinto che lei è intervenuto senza conoscere di cosa si stava trattando, in ciò in compagnia di molti altri che ho ascoltato.

Tra la stampa di oggi prendo l’articolo di pagina 15 su La Tribuna e leggo che lei ha invitato l’opposizione a lasciar perdere l’ordine del giorno in quanto “sul park non ci sono novità, la maggioranza non ha mai cambiato idea in materia”.

Per “maggioranza” lei avrà inteso riferirsi a quella che “a chiamata alza la mano”, non certo a consiglieri informati su quanto votano e funzionari hanno deciso, e spiego meglio questa definizione con quanto segue.

Sull’affermazione che “sul park non ci sono novità” redigo questo post perché sia pubblico, non tanto il mio pensiero, quanto una proposta per ragionare sul Park Vittoria in modo diverso da quanto offre l’informazione che proviene dai media locali. Le segnalo questo post con email certificata. Le sarà pertanto difficile dichiarare di non averlo letto. Intendo invitarla a studiare il contratto repertorio n. 12966 protocollo n. 3341 del 15 gennaio 2008 di 180 pagine, allegati compresi, quasi più interessanti dell’atto, che mi auguro costituisca un’eccezione tra quelli prodotti dal Dott. Otello Paraluppi, segretario comunale del Comune di Treviso. Poi la invito, considerata la professione che lei esercita, di integrare lo studio estendendolo all’ultimo bilancio depositato dalla Parcheggi Italia S.p.A. e riferito al 31 dicembre 2007. Forse dopo l’avrò dalla mia parte, tra coloro che esprimono convinta contrarietà alla realizzazione del Park Vittoria. Io sono in attesa di conoscere quanto sottoscriverà per il bilancio al 31 dicembre 2008 il signor Johann Breiteneder nella sua qualità di legale rappresentante della Parcheggi Italia S.p.A., la capogruppo all’85% nell’A.T.I. alla quale è stata fatto assumere la qualifica di concessionario.

Altra novità sul park! Voglia convincersene.

Negli allegati si può trovare anche la giustificazione della scelta, quantomeno datata, sulla Parcheggi Italia quale concessionaria.

Il contratto 15 gennaio 2008 l’ho avuto in visione solo lo scorso sabato pomeriggio, al contrario lei, almeno dopo la sua nomina dello scorso 22 aprile 2008 aveva il dovere di esaminarlo nel frattempo al fine di non essere criticato, come sto facendo io, se afferma che “sul park non ci sono novità”.

Sul Park maturano novità ogni giorno, al pari di come sta andando l’economia mondiale e il mercato dell’automobile in particolare.

Agli atti della seduta del Consiglio Comunale di ieri, se La Tribuna riferisce in modo corretto, apparirà l’intervento dell’Avv. Maria Tocchetto del Pd: “Il bilancio della Parcheggi Italia non sembra in grado di sostenere gli oneri dei possibili danni arrecati dall’opera”. Acqua fresca per lei, commercialista, anche se visione molto parziale del vero problema, sicuramente suggerita da me e fatta propria dal consigliere. Non sono i possibili danni il problema, quelli semmai vengono dopo. Usando un’espressione trevigiana che era in uso nelle aule del Riccati dei miei tempi, il problema si individua in un “come che te i giri ’sti conti no i stà in piè” e per giunta l’opera verrebbe affidata ad un’impresa impegnata finanziariamente, con partecipazioni in imprese controllate, per sei decimi in perdita nel 2006, e in imprese collegate, al 100% in perdita nel 2006, e che a proprio bilancio essa dichiara che sono partecipazioni che non rendono e, per confermarlo, al 31 dicembre 2007 essa esponeva interessi passivi oltre il 23% del valore di produzione.

“Salute! Come staea in piè” la Parcheggi Italia che pur realizza un poco di utile, ma dichiara di occuparsi in partecipazioni in imprese di parcheggi che non rendono?

Sarà il prossimo di Piazza Vittoria a Treviso l’interrato che renderà, nel senso che produrrà reddito quanto basta per rientrare dall’investimento che, se non intervengono apporti freschi di capitale, sarà reperito tutto ricorrendo al credito? E con quali garanzie per il finanziatore, considerato che il bilancio della Parcheggi Italia, di suo non dovrebbe meritare granché o che a bilancio espone garanzie prestate per oltre 13 milioni di Euro?

Dando in garanzia Piazza della Vittoria? Qualcuno che dovesse intervenire con una tale operazione di finanziamento potrà risultare cauto al punto di chiedersi come può rispondere il terreno sollecitato dall’opera? Forse, almeno chi verrà richiesto di finanziare l’opera vorrà occuparsi di quali garanzie meriti l’opera per come si prospetta di eseguirla.

Nell’allegato “D” all’atto 15 gennaio 2008 che si intitola “Piano economico finanziario”, redatto dall’A.T.I. e recante una presa visione da parte della Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige S.p.A. si legge tanto che “la previsione dei ricavi e dei costi si basa sull’analisi specifica della localizzazione (Piazza della Vittoria in Treviso), comparata con la gestione di altri parcheggi in città italiane nelle quali il gruppo Parcheggi Italia S.p.A. esercita il medesimo servizio con strutture analoghe”, quanto nella parte conclusiva dell’asseverazione la “dichiarazione che il documento non costituisce in alcun modo impegno da parte della Banca al finanziamento del progetto”.

Quanto sia tranquillizzante la localizzazione del suolo di Treviso, comparata con altre opere della Parcheggi Italia, dovrebbe far riflettere; quanto sia certo il finanziamento del progetto con i risultati dei bilanci successivi al 2006 depositati dalla Parcheggi Italia dovrebbe far riflettere due volte, solo considerando quello per il 2007 e vedremo cosà esporrà quello al 2008.

Non si porrà il problema perché lo sostengo io con questo post o altri scritti sul tema, perché casi “andati male” sono sempre più frequenti anche a Treviso tra i quali appena pochi mesi fa i media locali si riferivano al divieto di edificare interrati in sale cinematografiche dismesse e che si vorrebbero ristrutturare, o riferiva dell’interrato di Via dei Mille che da 17 anni vorrebbe essere praticato al terzo piano interrato.

Per quale motivo l’interrato al terzo piano del Park Vittoria, quello che farebbe la differenza tra i posti di parcheggio a raso attuali o comunque realizzabili a raso e quelli che si vorrebbero incrementare sottoterra, dovrebbe risultare un investimento indovinato? Perché qualcuno pensa di ancorare l’opera con tiranti anche sotto casa mia che sta in piedi dal 1369?

Oppure perché tutto il costo dell’opera pesa sul terzo piano interrato che costituisce l’incremento di posti e, quasi sicuramente, anche se praticabile, non verrà volentieri praticato dall’utenza?

Il Comune di Treviso si priva per decenni di una rendita dal parcheggio a raso e affida in concessione, per 30 anni e, in parte per 90 anni, Piazza della Vittoria e Viale Cadorna, o Via Bressa, se il cambio potrà essere fatto, in un periodo, tra l’altro, che vede in generale il traffico ridursi, compreso quello commerciale, e il mercato mondiale dell’automobile in profonda crisi e alla ricerca, forse, di autoveicoli di nuova concezione. Che non siano a GPL che non possono essere parcheggiati in un interrato. I modelli nuovi, magari tra appena 5 o 10 anni, saranno posteggiabili nell’interrato o non saranno classificabili come quelli a GPL?

Dal punto di vista del reddito di una concessione pluridecennale in gestione di un park, il prossimo periodo non si dovrebbe presentare migliore, rispetto ai risultati dichiarati pubblicamente dalla Parcheggi Italia nel proprio bilancio al 31 dicembre 2007.

Allora lei non può non essere criticato se afferma che “sul park non ci sono novità”. Le novità ci sono, riguardano la sua carica elettiva e riguardano la professione che lei esercita.

Mi smentisca. Demolisca le mie affermazioni dopo aver bene studiato i due elaborati che le ho indicati e faccia riferimento ai dati che in quei documenti lei sicuramente saprà leggere.

Individui bene anche ad opera di chi e con quali decisioni è stato redatto e infine firmato il contratto.

Valuti, se può, che in realtà il Comune di Treviso deve ritirarsi dal progetto e che non ha penali di sorta da corrispondere a nessuno.

Se non lo farà, non cambia nulla nei confronti delle responsabilità che anche lei concorre ad assumere verso la città, i cittadini e, mi consenta, i proprietari di immobili che si affacciano su Piazza della Vittoria e vie adiacenti. Sono in numero abbastanza sufficiente e alcuni non sono dei comuni privati, per cui lei e quelli come lei, avrete il vostro daffare. Non ci sono novità spiacevoli, per lei e il suo patrimonio, se dall’opera non deriveranno danni. Altrimenti si pentirà di aver aggiunto la sua sicurezza ai tanti che l’hanno preceduta, assumendo decisioni “per alzata di mano, gesto che include anche la loro totale conoscenza del problema”. Di salute dei cittadini, di danni ai beni, di ingovernabilità della falda acquifera, di rinvenimenti archeologici, avremo tempo a parlarne. Lei può rapidamente cambiare idea e farebbe bene per il suo Partito della Libertà, o per essere considerato in esso anche domani. Si risparmi, dosi meglio i suoi interventi che finiscono a verbale e si documenti.

 

Mario Malaguti

 

Dalla pagina Web Comuni-Italiani.it:

Dott. Giuseppe Mauro
Data di Nascita: 13/03/1966 – luogo: San Vito al Tagliamento (PN)
Data Elezione: 13/04/2008 (nomina: 22/04/2008)
Partito: Partito della Libertà
Categoria Professione: Commercialisti e Assimilati
Titolo di Studio: Laurea

Dall’Albo dei Dottori Commercialisti:

beppemauro@hotmail.com

Viale Brigata Marche 11/B

Buco nell’acqua

Febbraio 5, 2009 di parkvittoria

PARK VITTORIA: c’è un buco nell’acqua

Un consigliere in carica ha richiesto tempo fa al Comune copia delle perizie idrogeologica e archeologica esistenti a corredo del progetto di costruzione del parcheggio interrato in piazza della Vittoria.  Il 7 gennaio 2009 è arrivata la risposta con la quale si dichiara che  “non esiste agli atti una perizia archeologica e idrogeologica depositata dalla concessionaria;  oltre agli elaborati presentati in sede di gara nessuna altra perizia archeologica e idrogeologica è stata depositata agli atti” .  Questo documento reca la firma del dirigente del settore lavori pubblici,  ing. Roberta Spigariol.

Come si vede esso testimonia inequivocabilmente che esistono solo due perizie,  presentate dalla Parcheggi Italia S.p.A. in sede di gara, e non depositate.

Perché non depositate?  Forse insussistenti? 

Tuttavia quella idrogeologica venne citata,  nero su bianco,  nel verbale di gara della seduta del 30 maggio 2006,  ai punti 4.6P14a e 4.6P15a,  e qualificati come  “elementi migliorativi”  presentati dalla Parcheggi Italia.  Hanno contribuito a far vincere la gara?  Se si, con quale valenza se,  come vedremo,  non dicono niente?

Come si è visto si tratta dunque di perizie di parte e se ne ricava che il Comune di Treviso non ha mai fatto o fatto fare perizie idrogeologiche e archeologiche prima o durante o dopo l’approvazione del progetto di un così tanto parcheggio,  affidandosi ciecamente a perizie interessate.  Poi ha firmato il contratto (gennaio 2008).

Per incredibile che sia,  è andata così;  come confermato dall’ing. Spigariol che la sa lunga in materia.  Per inciso, (l’ing. Spigariol) aveva presieduto (12 settembre 2006)  la commissione che aggiudicò alla Parcheggi Italia la gara per progettare, costruire e gestire il discusso parcheggio interrato.

Il cittadino di questa città (non l’incolto cittadino di Roccacannuccia) si domanda come sia stato possibile approvare un’opera faraonica e invasiva come questa senza essersi prima assicurati che essa non sarebbe andata a inciampare, come infatti è avvenuto, in ulteriori e più estese indagini dopo i carotaggi già avvenuti a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici.  E come sia stato possibile farlo,  si chiede ancora più sbalordito il cittadino,  senza avere prima accertato,  con perizia propria,  la pericolosità dell’opera per i danni che la stessa avrebbe potuto causare?

Eppure è stato fatto.  Ma scoprirne la causa:  insipienza, malizia, superficialità, dilettantismo o inguaribile narcisistica vanità non spetta a noi;  sarà compito del magistrato,  allorquando sarebbe chiamato a farlo.

Quello che è giusto si faccia noi,  ma che avrebbe dovuto fare in tempo il Comune,  è capire cosa non dicono le due perizie dalla Parcheggi Italia allegate al progetto.

Inutile riesumare la perizia archeologica,  commissionata dalla Parcheggi Italia e fatta dall’arch. Ada Grossi,  perché è una presa per i fondelli.  Infatti è stata fatta (fare) a partire dall’era napoleonica, miseramente smentita dai carotaggi dell’estate scorsa che,  come si sa,  hanno fatto rinvenire reperti della età romanica e,  addirittura,  dell’età del ferro.  Sarà pertanto bene ricordare all’estensore di quella perizia e a chi ha fatto finta di non capire,  che Napoleone è nato molto tempo dopo.

E’ più istruttivo invece scorrere la  “indagine relativa al parcheggio”  commissionata da Parcheggi Italia alla Geodrill  (nel 2002).  Quest’ultima ha eseguito un sondaggio geognostico fino a 20 metri di profondità e,  concediamo che bastino solo 20 metri,  ha rilevato che,  in relazione al progetto:

1 – il piano di posa delle fondazioni è a 9 metri di profondità,

2 – le opere di contenimento sono costituite da ‘paratie tirantate’ alte 9 metri  (per capire,  9 metri equivalgono a 3 piani di una casa);

3 – l’opera interferirà in modo non trascurabile sulla circolazione idrica sottostante con conseguente variazione della falda nelle aree circostanti.

Occorre rilevare che le paratie di cui sopra sono progettate a ridosso dei fabbricati perimetrali e precisamente:  a m.  5 dal Riccati,  a m. 4 dalle Poste,  a m. 4 – 5  dai fabbricati a est della piazza.  Ebbene,  su un metro di fuga di ogni paratia di 9 metri,  sottoscrive un esperto terzo,  si manifesterebbe una spinta fra 30.000 e 35.000 Kg.;  oltre 2/3 di questa spinta dovrebbe essere contrastata in qualche modo.

Un terzo della spinta verrebbe contrastata dai famosi tiranti, per evitare il ribaltamento delle paratie.  L’ancoraggio di questi tiranti si realizzerebbe abbarbicandoli alle fondazioni dei fabbricati perimetrali.  Questo provocherebbe lo spostamento orizzontale del terreno.  Si può quindi immaginare cosa accadrebbe.

La Geodrill si mette la coscienza in pace raccomandando molta attenzione nell’uso del pompaggio delle acque,  onde evitare i non trascurabili effetti nelle aree circostanti;  ma ciò contrasta con i dati forniti,  i quali indicano che quei pompaggi,  se comparati alle necessità dei lavori da eseguire,  non sono effettuabili.  In una esperienza analoga, testimonia l’esperto terzo, per una profondità di 8 metri si provocò la fessurazione di una strada fino a 600 metri di distanza.  Sarà quindi divertente,  quando sarà,  assistere allo scivolamento del palazzo delle Poste sul Sile e lì affondare, al pattinamento del Riccati verso la basilica di San Nicolò – che frattanto avrà raggiunto per suo conto il PUT,  al trascinamento coatto della banca di Brescia addosso alle altre banche di via d’Annunzio per celebrare con esse un’inedita fusione.  Nel frattempo le case a est della piazza gareggerebbero verso l’altrove e chi arriva ultimo paga da bere.

Da tutto questo consegue che con la metodologia dichiarata il progetto non è attuabile.

Se venisse attuato,  per risarcire i conseguenti danni non basterebbero i patrimoni del Comune,  degli assessori e dei consiglieri responsabili di questa insensata deliberazione.  Ma di danni si tace sia nel progetto che nelle varie delibere e nel contratto;  segno che il cittadino,  i suoi averi e la sua incolumità non interessano ad alcuno.  C’è solo un timido accenno a una misteriosa copertura assicurativa a carico, mi pare,  del concessionario,  a fronte di imprecisati danni.  Ma non si precisa affatto se il riferimento è al cantiere o agli abitanti. Ammesso che si riferisse ai residenti della piazza e limitrofi, c’è qualcuno che è disposto a credere che esiste davvero una compagnia propensa a pagare danni derivanti da errata progettazione e/o da errata interpretazione delle indagini, come nel nostro caso?  Se c’è un siffatto credulone lo si segnali ai magliari d’autostrada che vendono pacchi vuoti spacciandoli per videocamere e telefonini.

Un consiglio,  a chi lo vuol raccogliere:  si sospenda la pratica e si indaghi;  se il progetto è inattuabile,  sulla scorta della sua insussistenza si stracci il contratto e si chiedano i danni,  invece di pagare la famosa penale – di quasi 400.000 euro – prevista in caso di rescissione unilaterale.

Ma nessun dirigente di Treviso,  stanti i precedenti,  darà ascolto al cittadino,  equiparandolo così all’incolto cittadino di Roccacannuccia e tutto resterà come prima.  Nella sostanza,  questa storia del park Vittoria rimarrà emblematica: infatti,  per quanto paradossale in piazza Vittoria si deve fare a tutti costi il buco.

Ma c’è già un buco, nell’acqua.

 Giuseppe Lentini

coordinatore del Comitato di Difesa di Piazza Vittoria

Scattolon negli antefatti.

Gennaio 25, 2009 di parkvittoria

Antefatti riferiti alla Scattolon, e altri, sebbene prima della Scattolon, già collega nella professione e attuale sindaco di Villorba, intervennero altri.

Riferiva la Scattolon in Consiglio comunale, tra l’altro: “A seguito delle modifiche apportate, la proposta prevede ora (anno 2002) un contributo patrimoniale dell’Amministrazione nella misura di n. 40 posti da concedere in diritto di superficie al concessionario per 90 anni.
La Giunta comunale ha ritenuto rispondere al pubblico interesse la proposta del promotore, previa pronuncia del Consiglio comunale circa la messa a disposizione al concessionario dei 40 posti auto in diritto di superficie.
Gli uffici tecnici del Comune di Treviso hanno aggiornato la relazione di valutazione (della redditività dell’investimento) della proposta sulla base delle modifiche apportate dal promotore; detta relazione viene allegata al provvedimento (quello subito dopo approvato dal Consiglio comunale) quale parte integrante e sostanziale.”

Questo, ma non basta, dalla relazione della Scattolon. E gli attuali Revisori dei Conti del Comune di Treviso, in relazione ai rischi che l’opera – non ancora progettata definitivamente – può comportare per costi assicurativi e di eventuali risarcimenti non coperti, come intendono relazionare sul bilancio consuntivo 2008 e preventivo 2009 anche sul convenire di classificare l’opera come “pubblica” o “privata di pubblica utilità”?

Il bilancio ha avuto una battuta di arresto e il Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Treviso nella sua relazione non ha inteso trattare sul Park Vittoria? Sono tranquilli? Lo è Gobbo e l’assessore al bilancio?

Se, anche ai quasi 10 anni ormai trascorsi dalla relazione al Consiglio comunale della Scattolon, e considerando i 90 anni del diritto di superficie da concedere al cancessionario, considerando la resistenza di un’opera in cemento armato su 90 anni, e considerando le esigenze del traffico, magari a fra soli 5 o 10 anni, l’attuale Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Treviso, si ritenesse obbligato ad esprimere un motivato parere sui due elaborati di bilancio in elaborazione/rielaborazione/aprovazione ora, gennaio 2009, cosa ci si può attendere di tranquillizzante per l’attuale sindaco Gobbo, e la sua Giunta? Si sentiranno sempre con le mani legate per gli atti già posti in essere, magari dalle assicurazioni del 2002 della Scattolon, o vorranno riconsiderare il tutto, tenendo presente le responsabilità che adesso, agli inizi del 2009, si assumono solidalmente con gli “uffici tecnici” di oggi e con tutti i coinvolti in passato? Senza escludere i Revisori di oggi e di ieri.

Approfondimento nel sito.

Guido Pomini – Ascom

Gennaio 24, 2009 di parkvittoria

Letto in Internet, occorre leggere l’intero articolo in originale per commentare.

ASCOM Treviso su Park Vittoria

Il presidente Ascom Guido Pomini: L’importante è pensare ai parcheggi in un’ottica di sistema”  
Fonte: ufficio stampa Unascom Treviso

“Mentre il progetto del park Vittoria divide la politica, accende la rabbia dei residenti, ed impegna a pieno ritmo la società Parcheggi Italia, l’Ascom ConfCommercio trevigiana scende in campo con l’obiettivo di allargare il dibattito sul problema parcheggi e sulla pedonalizzazione, una questione che, secondo il presidente dell’Ascom trevigiana Guido Pomini, va affrontata intorno ad un tavolo formato da tecnici, esperti, categorie ed amministrazione.

Il progetto del parcheggio in Piazza Vittoria rappresenta una seria soluzione alla carenza di parcheggi in centro, ma va visto, al momento attuale, come una provocazione che accende i riflettori su un problema, quale è quello della sosta in città, che chiede soluzioni e non polemiche.”

Segue

Parcheggio libero

Gennaio 23, 2009 di parkvittoria
02

alle 09:02

Forza estensori del bilancio del Comune di Treviso e dell’ATI Park Vittoria, controllati dal vostro Collegio dei Revisori e dai vostri Collegi Sindacali, fornite al Consiglio Comunale e alla cittadinanza, e ai vostri soci privati e pubblici,  e ai privati confinanti, relazioni e rapporti sulle attività di controllo svolte che giustifichino ora, prima di avviare lavori che quasi sicuramente procurenanno danni, che su questo sito, avete già eseguito un progetto definitivo di park interrato per tre piani, e disponete di studi approfonditi quanto basta per impegnare Comune, ATI e società, in un affare che non si riveli un disastro, anche economico e finanziario,  e che non procuri richieste di risarcimenti di danni, orientate soprattutto alle vostre persone in solido. Fateci partecipi di questi conti, progetti, sicurezze!

Adesso vi invito pubblicamente a farlo, quando i bilanci, anche preventivi,  sono ancora in formazioni e gli scavi per il cratere Gentilini non sono ancora avviati.

Hello world!

Gennaio 23, 2009 di parkvittoria

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