Al Dott. Giuseppe Mauro
quale capogruppo Partito della Libertà
in Consiglio Comunale a Treviso.
L’ho ascoltata anch’io ieri sera tra il pubblico presente al Consiglio Comunale e mi sono convinto che lei è intervenuto senza conoscere di cosa si stava trattando, in ciò in compagnia di molti altri che ho ascoltato.
Tra la stampa di oggi prendo l’articolo di pagina 15 su La Tribuna e leggo che lei ha invitato l’opposizione a lasciar perdere l’ordine del giorno in quanto “sul park non ci sono novità, la maggioranza non ha mai cambiato idea in materia”.
Per “maggioranza” lei avrà inteso riferirsi a quella che “a chiamata alza la mano”, non certo a consiglieri informati su quanto votano e funzionari hanno deciso, e spiego meglio questa definizione con quanto segue.
Sull’affermazione che “sul park non ci sono novità” redigo questo post perché sia pubblico, non tanto il mio pensiero, quanto una proposta per ragionare sul Park Vittoria in modo diverso da quanto offre l’informazione che proviene dai media locali. Le segnalo questo post con email certificata. Le sarà pertanto difficile dichiarare di non averlo letto. Intendo invitarla a studiare il contratto repertorio n. 12966 protocollo n. 3341 del 15 gennaio 2008 di 180 pagine, allegati compresi, quasi più interessanti dell’atto, che mi auguro costituisca un’eccezione tra quelli prodotti dal Dott. Otello Paraluppi, segretario comunale del Comune di Treviso. Poi la invito, considerata la professione che lei esercita, di integrare lo studio estendendolo all’ultimo bilancio depositato dalla Parcheggi Italia S.p.A. e riferito al 31 dicembre 2007. Forse dopo l’avrò dalla mia parte, tra coloro che esprimono convinta contrarietà alla realizzazione del Park Vittoria. Io sono in attesa di conoscere quanto sottoscriverà per il bilancio al 31 dicembre 2008 il signor Johann Breiteneder nella sua qualità di legale rappresentante della Parcheggi Italia S.p.A., la capogruppo all’85% nell’A.T.I. alla quale è stata fatto assumere la qualifica di concessionario.
Altra novità sul park! Voglia convincersene.
Negli allegati si può trovare anche la giustificazione della scelta, quantomeno datata, sulla Parcheggi Italia quale concessionaria.
Il contratto 15 gennaio 2008 l’ho avuto in visione solo lo scorso sabato pomeriggio, al contrario lei, almeno dopo la sua nomina dello scorso 22 aprile 2008 aveva il dovere di esaminarlo nel frattempo al fine di non essere criticato, come sto facendo io, se afferma che “sul park non ci sono novità”.
Sul Park maturano novità ogni giorno, al pari di come sta andando l’economia mondiale e il mercato dell’automobile in particolare.
Agli atti della seduta del Consiglio Comunale di ieri, se La Tribuna riferisce in modo corretto, apparirà l’intervento dell’Avv. Maria Tocchetto del Pd: “Il bilancio della Parcheggi Italia non sembra in grado di sostenere gli oneri dei possibili danni arrecati dall’opera”. Acqua fresca per lei, commercialista, anche se visione molto parziale del vero problema, sicuramente suggerita da me e fatta propria dal consigliere. Non sono i possibili danni il problema, quelli semmai vengono dopo. Usando un’espressione trevigiana che era in uso nelle aule del Riccati dei miei tempi, il problema si individua in un “come che te i giri ’sti conti no i stà in piè” e per giunta l’opera verrebbe affidata ad un’impresa impegnata finanziariamente, con partecipazioni in imprese controllate, per sei decimi in perdita nel 2006, e in imprese collegate, al 100% in perdita nel 2006, e che a proprio bilancio essa dichiara che sono partecipazioni che non rendono e, per confermarlo, al 31 dicembre 2007 essa esponeva interessi passivi oltre il 23% del valore di produzione.
“Salute! Come staea in piè” la Parcheggi Italia che pur realizza un poco di utile, ma dichiara di occuparsi in partecipazioni in imprese di parcheggi che non rendono?
Sarà il prossimo di Piazza Vittoria a Treviso l’interrato che renderà, nel senso che produrrà reddito quanto basta per rientrare dall’investimento che, se non intervengono apporti freschi di capitale, sarà reperito tutto ricorrendo al credito? E con quali garanzie per il finanziatore, considerato che il bilancio della Parcheggi Italia, di suo non dovrebbe meritare granché o che a bilancio espone garanzie prestate per oltre 13 milioni di Euro?
Dando in garanzia Piazza della Vittoria? Qualcuno che dovesse intervenire con una tale operazione di finanziamento potrà risultare cauto al punto di chiedersi come può rispondere il terreno sollecitato dall’opera? Forse, almeno chi verrà richiesto di finanziare l’opera vorrà occuparsi di quali garanzie meriti l’opera per come si prospetta di eseguirla.
Nell’allegato “D” all’atto 15 gennaio 2008 che si intitola “Piano economico finanziario”, redatto dall’A.T.I. e recante una presa visione da parte della Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige S.p.A. si legge tanto che “la previsione dei ricavi e dei costi si basa sull’analisi specifica della localizzazione (Piazza della Vittoria in Treviso), comparata con la gestione di altri parcheggi in città italiane nelle quali il gruppo Parcheggi Italia S.p.A. esercita il medesimo servizio con strutture analoghe”, quanto nella parte conclusiva dell’asseverazione la “dichiarazione che il documento non costituisce in alcun modo impegno da parte della Banca al finanziamento del progetto”.
Quanto sia tranquillizzante la localizzazione del suolo di Treviso, comparata con altre opere della Parcheggi Italia, dovrebbe far riflettere; quanto sia certo il finanziamento del progetto con i risultati dei bilanci successivi al 2006 depositati dalla Parcheggi Italia dovrebbe far riflettere due volte, solo considerando quello per il 2007 e vedremo cosà esporrà quello al 2008.
Non si porrà il problema perché lo sostengo io con questo post o altri scritti sul tema, perché casi “andati male” sono sempre più frequenti anche a Treviso tra i quali appena pochi mesi fa i media locali si riferivano al divieto di edificare interrati in sale cinematografiche dismesse e che si vorrebbero ristrutturare, o riferiva dell’interrato di Via dei Mille che da 17 anni vorrebbe essere praticato al terzo piano interrato.
Per quale motivo l’interrato al terzo piano del Park Vittoria, quello che farebbe la differenza tra i posti di parcheggio a raso attuali o comunque realizzabili a raso e quelli che si vorrebbero incrementare sottoterra, dovrebbe risultare un investimento indovinato? Perché qualcuno pensa di ancorare l’opera con tiranti anche sotto casa mia che sta in piedi dal 1369?
Oppure perché tutto il costo dell’opera pesa sul terzo piano interrato che costituisce l’incremento di posti e, quasi sicuramente, anche se praticabile, non verrà volentieri praticato dall’utenza?
Il Comune di Treviso si priva per decenni di una rendita dal parcheggio a raso e affida in concessione, per 30 anni e, in parte per 90 anni, Piazza della Vittoria e Viale Cadorna, o Via Bressa, se il cambio potrà essere fatto, in un periodo, tra l’altro, che vede in generale il traffico ridursi, compreso quello commerciale, e il mercato mondiale dell’automobile in profonda crisi e alla ricerca, forse, di autoveicoli di nuova concezione. Che non siano a GPL che non possono essere parcheggiati in un interrato. I modelli nuovi, magari tra appena 5 o 10 anni, saranno posteggiabili nell’interrato o non saranno classificabili come quelli a GPL?
Dal punto di vista del reddito di una concessione pluridecennale in gestione di un park, il prossimo periodo non si dovrebbe presentare migliore, rispetto ai risultati dichiarati pubblicamente dalla Parcheggi Italia nel proprio bilancio al 31 dicembre 2007.
Allora lei non può non essere criticato se afferma che “sul park non ci sono novità”. Le novità ci sono, riguardano la sua carica elettiva e riguardano la professione che lei esercita.
Mi smentisca. Demolisca le mie affermazioni dopo aver bene studiato i due elaborati che le ho indicati e faccia riferimento ai dati che in quei documenti lei sicuramente saprà leggere.
Individui bene anche ad opera di chi e con quali decisioni è stato redatto e infine firmato il contratto.
Valuti, se può, che in realtà il Comune di Treviso deve ritirarsi dal progetto e che non ha penali di sorta da corrispondere a nessuno.
Se non lo farà, non cambia nulla nei confronti delle responsabilità che anche lei concorre ad assumere verso la città, i cittadini e, mi consenta, i proprietari di immobili che si affacciano su Piazza della Vittoria e vie adiacenti. Sono in numero abbastanza sufficiente e alcuni non sono dei comuni privati, per cui lei e quelli come lei, avrete il vostro daffare. Non ci sono novità spiacevoli, per lei e il suo patrimonio, se dall’opera non deriveranno danni. Altrimenti si pentirà di aver aggiunto la sua sicurezza ai tanti che l’hanno preceduta, assumendo decisioni “per alzata di mano, gesto che include anche la loro totale conoscenza del problema”. Di salute dei cittadini, di danni ai beni, di ingovernabilità della falda acquifera, di rinvenimenti archeologici, avremo tempo a parlarne. Lei può rapidamente cambiare idea e farebbe bene per il suo Partito della Libertà, o per essere considerato in esso anche domani. Si risparmi, dosi meglio i suoi interventi che finiscono a verbale e si documenti.
Mario Malaguti
Dalla pagina Web Comuni-Italiani.it:
Dott. Giuseppe Mauro
Data di Nascita: 13/03/1966 – luogo: San Vito al Tagliamento (PN)
Data Elezione: 13/04/2008 (nomina: 22/04/2008)
Partito: Partito della Libertà
Categoria Professione: Commercialisti e Assimilati
Titolo di Studio: Laurea
Dall’Albo dei Dottori Commercialisti:
beppemauro@hotmail.com
Viale Brigata Marche 11/B